La Storia di Roccella Jonica

La Storia di Roccella Jonica

Ultima modifica 1 dicembre 2023

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Patrimonio culturale

Le origini di Roccella si confondono con quella della Magna Grecia,sarebbe l’antica Amphisya ricordata da Ovidio. Nel X secolo la città sichiamava già “Rupella”, quindi “Arocella” ed ora Roccella, per esserefondata sulla rocca.
Il primo documento, sull’esistenza di Roccella Jonica, risale al 1270,quando a Gualtieri de Collepietro fu donato da Carlo I d’Angiò ilCastello di Roccella di San Vittore. Questo documento, secondo glistorici, è il primo in cui il nome della città appare unito a quello del suoSanto Patrono, anticipando di due secoli la tradizione che voleva chealcuni naufraghi marsigliesi, di rientro in patria salvi, avessero inviatomiracolose effigi a testimonianza della loro gratitudine per l’ospitalitàricevuta.
Unico centro, per lungo tempo, della costa jonica prossimo al mare,Roccella, subì gli attacchi dei Saraceni. Dal XIV secolo e fino alla metàdel XV fu feudo dei conti Ruffo di Catanzaro. La nobile famiglia fulegata a Roccella per due motivi. Il primo è che la cittadina divennecapitale del principato, quindi centro e residenza dei ministri, auditori,erari e di una grande quantità di nobili che costituivano la corte deiRuffo. Il secondo motivo è, invece, l’istituzione sul suo territorio delPriorato Gerosolimitano (in dialetto roccellese il pialato) che fu temutoin tutto il Mediterraneo. Il primo dei Ruffo a governare Roccella fuPietro III, signore di queste terre e di Castelvetere, nel 1331. Seguì, poi,il figlio Antonio Ruffo fino al 1377. Il feudo fu da questi assegnato inpegno di dote al cognato Ruggero Sanseverino di Mileto. Dal 1409 al1419, Nicolò Ruffo fu messo al bando dal regno e per questo Roccellaarrivò nelle mani dei conti di Gerace. Recuperata, dopo il 1419, funuovamente governata da Nicolò fino al 1434, anno della sua morte. Ilfeudo venne ereditato da Giovannella Ruffo Colonna che, morta senzafigli, nel 1435, lasciò i possedimenti a Enrichetta Ruffo di Calabria,sposa di Antonio Centelles, marchese di Crotone. Nel 1445, per essersiribellato a re Alfonso, il marchese Centelles fu spodestato e i suoipossedimenti, tra cui Roccella, furono posti in demanio. In questofrangente, s’inserì nella storia del paese il siciliano Galeotto Baldaxiche rimase signore di queste terre fino a quando Antonio Centelles fuperdonato da re Ferrante, riprendendo possesso dei suoi averi. Nel1446, però, il Centelles fu arrestato a Santa Saverina e rinchiuso nelcarcere di Castelnuovo in Napoli, da dove non uscì più vivo. Suoisuccessori furono, poi, Jacopo Carafa seguito dal figlio Vincenzo chemorì nel 1526. Fu, quindi, il turno di Giovanbattista Carafa fedelesuddito di Carlo V nominato, dopo il 1535, Grande di Spagna econdannato a morte nel 1552. Altro feudatario di Roccella fu Girolamo Carafa fino al 1570. Per privilegioconcesso da Filippo II, nel 1594, venne nominato primo principe di Roccella Fabrizio Carafa, alla sua mortenel 1629, fu nominato II principe il figlio Girolamo che morì nel 1652. Gli successe Fabrizio Carafa, IIIprincipe che governò la città fino al 1671. Successore di diritto nei possedimenti del padre fu Carlo MariaCarafa Branciforte, IV principe della Roccella e primo pari del Regno di Sicilia. Ereditò, poi, il feudo lasorella Giulia Carafa Branciforte, V principessa di queste terre, che sposò il cugino Federico Carafa diBruzzano. Nel 1707, dopo una serie di transizioni e accordi, venne nominato VI principe di RoccellaVincenzo Carafa, che fu sostituito alla sua morte, da Gennaro Maria Carafa, VII principe. L’ultimo Carafa adetenere il titolo di principe del feudo di roccella fu Vincenzo Maria, dal 1774 al 1806, che governò il feudofino all’eversione della feudalità. Col decreto del 4 maggio 1811, Roccella divenne capoluogo di Circondariocomprendente i Comuni di Gioiosa e Castelvetere. Nel 1816 diveniva Comune nel Circondario di Castelvetere.


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