Descrizione
«La legge ha riconosciuto un diritto atteso da anni - ed è certamente un passo in avanti - ma ha affidato il suo concreto esercizio ad un meccanismo ferraginoso, che va certamente semplificato, e che rischia di rendere il voto fuori sede non esercitabile per centinaia di migliaia di studenti e lavoratori per le prossime elezioni politiche. Per questo si dovrebbe valutare, per il solo primo anno di applicazione, una finestra straordinaria per presentare la domanda oltre il 31 dicembre e fino al 45esimo giorno antecedente la data del voto». Lo dichiara il Sindaco di Roccella Jonica, Vittorio Zito, che annuncia una campagna di informazione e di mobilitazione e rende note le iniziative intraprese dal suo Comune.
La legge 9 ottobre 2026, n. 180 (art. 8), in vigore dal 24 ottobre, istituisce presso ogni Comune un elenco degli elettori fuori sede per le elezioni politiche ed europee e per i referendum. Chi è temporaneamente domiciliato per studio o lavoro in una Regione diversa da quella di iscrizione elettorale, per almeno nove mesi, deve presentare domanda al Comune di domicilio entro il 31 dicembre di ciascun anno per votare nell’anno successivo; l’iscrizione è annuale. Con la circolare n. 65 del 15 ottobre il Ministero dell’Interno ha impartito le prime istruzioni ai Comuni.
Un meccanismo troppo complesso e da semplificare. Che cosa serve, oggi, perché un fuori sede possa votare
Per il cittadino
• presentare ogni anno una nuova domanda, entro il 31 dicembre (o entro 30 giorni dal trasferimento, se la condizione sorge dopo), al Comune di domicilio, non a quello di residenza, né all’Ateneo o al datore di lavoro;
• dimostrare una permanenza fuori sede prevista di almeno nove mesi, allegando documento di identità e certificazione (oppure un’autodichiarazione soggetta a controlli e sanzioni);
• attendere l’attestazione di ammissione, rilasciata entro il decimo giorno prima del voto, e presentarsi al seggio con attestazione, documento e tessera elettorale.
Per i Comuni
• istituire l’elenco e pubblicare l’avviso con adeguato anticipo;
• chiedere al Comune di iscrizione elettorale la conferma dell’elettorato attivo; quel Comune deve rispondere in tempo utile e annotare la lista sezionale;
• assegnare i fuori sede alle sezioni, di norma entro il 10% degli iscritti di ciascuna, e predisporre per ogni sezione una lista aggiunta da sottoporre al visto della commissione elettorale circondariale;
• comunicare al Ministero, entro il 31 gennaio, il numero degli iscritti per categoria e Comune di provenienza.
A ciò si aggiunge che le istruzioni su trasmissione dei dati, verbalizzazione e computo dei votanti sono rinviate a circolari successive, non ancora emanate.
In una catena così lunga, che coinvolge il cittadino, due Comuni, le commissioni elettorali e il Ministero, basta un anello debole perché il diritto non si eserciti: un avviso non pubblicato, un riscontro in ritardo tra due uffici, una scadenza ignorata. E i numeri dicono che il rischio è concreto. Nella sperimentazione per gli studenti alle europee del 2024 presentarono domanda poco meno di 24mila studenti, a fronte di una platea potenziale di centinaia di migliaia, e molti, raccontarono le associazioni, non ne sapevano nulla. Oggi la platea è molto più ampia: comprende anche i lavoratori fuori sede, che alcuni stimano in oltre due milioni, e chi è lontano da casa per cure o assistenza.
A questo si aggiungono i tempi: tra l’entrata in vigore della legge e la scadenza del 31 dicembre passano poco più di due mesi, comprese le festività. Per chi è già fuori sede a fine anno il termine ordinario è quello, e chi lo perde rischia di restare escluso dal voto del 2027.
Si poteva probabilmente gestire diversamente la questione, e lo si dovrà certamente fare nel futuro. Semplificare il meccanismo, ad esempio con una domanda telematica unica a livello nazionale, lo scambio automatico dei dati tra le anagrafi al posto dei riscontri da Comune a Comune, una iscrizione con validità pluriennale e rinnovo semplificato. Intanto, considerando l’importante appuntamento del 2027, si potrebbe valutare, per il solo primo anno di applicazione, una finestra straordinaria per presentare la domanda oltre il 31 dicembre ed entro il 45esimo giorno dalla data delle elezioni.
Le tre note del Sindaco
Per rimuovere gli ostacoli, il Sindaco ha scritto a tre soggetti che possono raggiungere in tempo gli studenti e i Comuni. A ciascuna nota è allegata una guida informativa messa a disposizione senza vincoli.
Alla Conferenza dei Rettori (CRUI), alla Presidente Laura Ramaciotti, il Sindaco chiede di:
• diffondere la comunicazione agli Atenei associati, perché diano rilievo alla scadenza del 31 dicembre su portali, newsletter, canali social, app e sportelli informativi;
• coinvolgere le rappresentanze studentesche e gli uffici per il diritto allo studio, con comunicazioni mirate agli studenti fuori sede;
• agevolare il rilascio del certificato di iscrizione da parte delle segreterie studenti, online e senza attese, con una dicitura che ne chiarisca l’uso per l’iscrizione nell’elenco dei fuori sede;
• indicare un referente e predisporre una pagina informativa unica che rimandi agli avvisi dei Comuni sede degli Atenei.
Al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU), presso il Ministero dell’Università e della Ricerca, il Sindaco chiede di:
• diffondere la guida per gli studenti ai rappresentanti negli Atenei e alle organizzazioni studentesche, anche attraverso i canali del Consiglio;
• portare la questione al Ministero con un parere o una mozione che raccomandi agli Atenei un’informazione tempestiva e capillare e il rilascio rapido, anche online, del certificato di iscrizione;
• sollecitare la CRUI e le Università a pubblicare la scadenza del 31 dicembre sui propri canali;
• indicare un referente con cui il Comune possa coordinare materiali e dubbi degli studenti.
All’ANCI nazionale, al Presidente Gaetano Manfredi e al Segretario Generale Veronica Nicotra, il Sindaco chiede sei iniziative a sostegno di tutti i Comuni, in particolare di quelli piccoli:
• una nota informativa a tutti i Comuni, con il supporto delle articolazioni regionali, che richiami la scadenza, l’attivazione immediata dell’elenco e la pubblicazione dell’avviso;
• un vademecum operativo, un modello-tipo di avviso e di modulistica e le risposte ai quesiti ricorrenti, per alleggerire il carico degli uffici;
• un canale per i riscontri tra Comuni: un elenco dei referenti e delle PEC degli uffici elettorali, o uno strumento telematico condiviso, per rendere rapidi gli scambi sul possesso dell’elettorato attivo;
• momenti di formazione per gli uffici elettorali e anagrafici, anche sull’istruttoria delle domande e sul trattamento dei dati;
• un’interlocuzione con il Ministero dell’Interno per ottenere tempi certi per le circolari annunciate, strumenti nazionali di semplificazione e automazione e chiarimenti, specialmente sul limite del 10% nei Comuni sede universitaria e in quelli con forte presenza di lavoratori non residenti;
• un’azione informativa verso i cittadini, in raccordo con CRUI e CNSU
Che cosa fa Roccella Jonica
Il Comune ha approvato un atto di indirizzo della Giunta lo scorso 16 ottobre, istituito l’elenco comunale con un referente e una PEC dedicata, pubblicato l’avviso pubblico e predisposto tre guide informative, per studenti, per lavoratori e per chi è fuori sede per cure o assistenza. Roccella conta centinaia di cittadini iscritti nelle proprie liste elettorali ma temporaneamente domiciliati fuori Regione. Inoltre sarà attivo un punto informativo raggiungibile dai canali social a disposizione dei propri cittadini che si trovano temporaneamente fuori sede.
Che cosa si chiede:
• Al Ministero dell’Interno: una campagna informativa nazionale, subito e capillare (tv, radio, web, Atenei, scuole), le circolari attuative mancanti con tempi certi e uno strumento telematico nazionale per domande e riscontri tra Comuni.
• All’ANCI e a tutti i Comuni: attivare subito l’elenco, pubblicare l’avviso e garantire risposte rapide alle richieste degli altri Comuni.
• A Università, CRUI e CNSU: informare gli studenti e rilasciare rapidamente il certificato di iscrizione necessario alla domanda.
«Non è una polemica ma un allarme operativo. Un diritto che, per essere esercitato, richiede una catena di adempimenti tra cittadino, due Comuni, commissioni elettorali e Ministero, con una scadenza unica che quasi nessuno conosce, rischia di restare sulla carta per centinaia di migliaia di giovani studenti universitari. Semplificare non significa abbassare le garanzie: significa evitare che il diritto si perda per strada. Intanto, da parte nostra, nessun roccellese fuori sede sarà lasciato solo nello svolgimento di tutti gli adempimenti necessari per l’esercizio concreto del proprio diritto al voto». – Vittorio Zito, Sindaco di Roccella Jonica
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Ultimo aggiornamento: 2 novembre 2026, 10:47